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14 settembre 2010: finalmente apre il primo forum esclusivamente dedicato ai meteoappassionati del Trentino - Alto Adige / Südtirol!

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Messaggi - MrPippoTN

#1
ANGOSCIA

Metà dicembre, il periodo dell'anno con le giornate più corte. Eppure le minime notturne restano ampiamente superiori allo zero, nessuna brina, fiori vivi e vegeti sul mio terrazzo qui, sulla collina di Trento, nel cuore delle Alpi.

Ieri sera, verso le 19, Luca (Brok) comunica via WhatsApp che a Stoccolma, in Svezia, dove fa buio alle 16, c'erano ben 10°C. Non -10 eh, +10. Siamo di fronte ad un olocausto climatico. L'inverno, semplicemente, non esiste più.

Sta roba dovrebbe essere in cima all'agenda dei governi di tutto il mondo, dovrebbe allarmarci più di tutto, più della guerra in Ucraina, più dei bambini della Palestina (e non sto esagerando) ma non ne parla quasi più nessuno, perché il tema del global warming sembra essere passato di moda.

Io lo dicevo prima di Greta Thunberg e lo continuo a dire oggi, che lei pensa ad altro: stiamo assistendo inermi a una catastrofe annunciata ma non se ne occupa seriamente nessuno perché nessuno si rende conto che siamo spacciati. Qui non si tratta di salvare il pianeta, si tratta di salvare il genere umano.

Com'è possibile essere così miopi?
#2
Citazione di: Bernie il Mar 09 Dicembre, 2025, 13:40:20Ma non c'è nessuno che si sfoga per questa merda? Mi riecheggia lo spettro dell'89 primo anno nefasto con caldo eterno senza neve sulle  Alpi...poi ne sono arrivati altri ma quello ha segnato il passaggio dall'era del Bongodi al triste presente. Sono 15-16 gradi a Trento e la gente gira vestita come fossero 2-3 gradi. Non bestemmio per educazione. Dicembre bruciato al solito poi caldo gennaio e primavera a febbraio
Siamo rassegnati. La consapevolezza ci ha insegnato a non avere più aspettative.
#3
Bottino provvisorio (si spera di Martignano) 3 cm, Rovereto 1 cm (a occhio). Vediamo se stasera ci scappa il miracolo!
#4
Bene a Rovereto, bene a Martignano, sono felice e per questa sera ci credo da Calliano in su.
Al momento qui a Spini intensifica. Come cantava Vasco "va bene così".
#5
Citazione di: Bernie il Lun 24 Novembre, 2025, 07:42:19Sta andando come pensavo e non come leggevo... 😎😎
Perché mi hai bloccato su Facebook... Se no leggevi quello che ho scritto io  ;D
#6
Cari amici e soci,
ho il piacere di comunicarvi che la riunione associativa di ieri sera, organizzata a Rovereto in occasione del Festivalmeteorologia 2025, si è svolta con una discreta partecipazione ed ottimi risultati.

Un sincero ringraziamento va a tutti coloro che sono intervenuti. Erano presenti Alberto Longhi, Matteo Calzà, Fabio Brenca, Lorenzo Erler, Lorenzo Giovannini e Giacomo Bertoldi, oltre naturalmente al sottoscritto.


Sintesi della riunione

Durante l'incontro si è discusso a lungo e con franchezza della situazione associativa. Si è preso atto delle difficoltà strutturali che condizionano l'attività, riconoscendo come non si possa pretendere troppo da chi, pur portando avanti iniziative personali, è spesso assorbito da lavoro e impegni familiari. Da questa consapevolezza è scaturita una decisione importante: da oggi il potere decisionale in associazione sarà riservato esclusivamente a chi concretamente si impegna e porta avanti attività specifiche a nome dell'associazione e per l'associazione.

Solo chi dimostrerà di sentirsi parte del gruppo avrà voce in capitolo per poter orientarne le scelte, in base al principio che far parte di un soggetto regolato da principi democratici presuppone non solo diritti, ma anche doveri. Semplici appassionati e soggetti che desiderano occuparsi di divulgazione a titolo personale potranno continuare a far parte dell'associazione ma resteranno esclusi dai suoi organi decisionali, per evitare conflitti di interesse. I processi decisionali saranno quindi più snelli, responsabilizzando chi è attivo e concretamente coinvolto.

Al momento stiamo attraversando una fase di transizione, quindi gli organi associativi sono temporaneamente sospesi. A fine anno - o, al più tardi, a inizio 2026 - ci ritroveremo per gli auguri, tracciare un nuovo punto della situazione, definire come ristrutturarci e calendarizzare le attività dell'anno nuovo.


Novità finanziarie e organizzative

È stato inoltre deciso che, dall'anno prossimo, verrà abolito l'obbligo di versare quote di sostegno: l'associazione si sosterrà esclusivamente tramite donazioni volontarie, oppure grazie all'impegno personale di chi, come il sottoscritto, si occuperà della ricerca di sponsorizzazioni esterne. Al momento del rinnovo annuale dell'iscrizione a MTAA (tramite form online), ciascuno potrà liberamente scegliere se sostenere economicamente l'associazione oppure no, nella piena consapevolezza che il contributo non sarà obbligatorio.

Ognuno potrà liberamente indicare nell'apposita nota se e quanto intende donare e soprattutto cosa si aspetta in cambio (ad esempio: manutenzione della rete, attività per ragazzi, organizzazione di serate divulgative, etc.). Questa nuova formula di adesione vuole responsabilizzare ciascuno di noi, invitando ogni socio a fare almeno uno sforzo propositivo o quantomeno a rendere esplicite – anche solo come segnalazione – le proprie aspettative e i propri desideri riguardo all'attività e agli indirizzi futuri dell'associazione.


Regolamento comportamentale

Abbiamo ribadito l'importanza di mantenere ordine e rispetto reciproco sulle nostre piattaforme (forum e gruppi ufficiali su WhatsApp). Le discussioni dovranno riguardare esclusivamente argomenti legati a meteorologia e climatologia. Non saranno tollerati comportamenti inappropriati o mancanze di rispetto verso gli altri: chi trasgredirà sarà soggetto a ban temporanei o definitivi, deliberati dal sottoscritto (che in qualità di Presidente si fa garante dei valori associativi nonché tutore dell'ordine), nel rispetto dei principi di educazione, civiltà, senso del limite e serietà.


Partnership e nuovi progetti

Approfittando del Festivalmeteorologia, ieri pomeriggio ho avuto modo di incontrare Marco Giazzi, presidente di Meteonetwork: abbiamo convenuto di formalizzare una partnership fra le due associazioni. Questo gemellaggio ci permetterà di inserire sul nostro sito web mappe personalizzate, brandizzate con il nostro logo, fornite da Meteonetwork.

Il nostro sito web sarà oggetto di un importante restyling tra la fine di quest'anno e l'inizio del 2026, trasformandosi in un portale in grado di offrire da una parte (meteo) nowcasting ed informazione previsionale e dall'altra (clima) divulgazione scientifica orientata a sensibilizzare i suoi lettori rispetto al tema dei cambiamenti climatici.

Il mio impegno sarà quello di imprimere all'associazione una sensibilità tale da aprire nuovi canali di dialogo con l'attivismo ambientalista del territorio, in nome di una sinergia fondata sul rigore scientifico e non su approcci di tipo ideologico. La nostra associazione, in ogni caso, sarà chiamata a prendere posizione per attirare e coinvolgere nuovi appassionati, soprattutto appartenenti alle generazioni più giovani che hanno a cuore i temi dei cambiamenti climatici.

Questo perché MTAA non può più sopravvivere se si limita ad essere un punto di riferimento per nostalgici del tempo che fu e "casi umani" che concepiscono la meteorologia come una gara a chi registra i record più estremi: deve puntare a essere una comunità autorevole ed attrattiva per chi desidera contribuire alla sensibilizzazione dei cittadini sull'emergenza climatica, organizzando eventi e iniziative che abbiano un impatto sulla comunità e ricadute positive per il nostro territorio regionale. Solo così potremo tornare a essere un soggetto autorevole e propositivo, e non una banda di "lupi solitari in cerca di visibilità, ma senza una visione". Uniti, entusiasti e determinati a crescere insieme!

Un caro saluto a tutti,
Il Presidente.
#7
Che figata, la conferenza di stasera... Illuminante e motivante. 
Una bella iniezione di entusiasmo per tornare ad attivarsi, ne parleremo sabato.
#8
Citazione di: yakopuz il Gio 20 Novembre, 2025, 13:02:37Io ci sono, é che il gruppo whatsup é deleterio per la mia partecipazione al forum.
Magari prima faccio un salto al Festival.
Qualcuno che torna in macchina da Rovereto a Trento la sera dopo cena? (cosi si minimizzano le emissioni ...)
Io!
#9
Ricordo a tutti che da domani parte il Festivalmeteorologia di Rovereto. 
Domani sera c'è anche la conferenza di Luca Mercalli, chi non viene è un caldofilo.
#10
Citazione di: Lorenz1982 il Mar 18 Novembre, 2025, 10:35:41Io ci sono volentieri se non ho imprevisti dell'ultimo momento! Anche per la cena.
Quindi con Fabio al momento siamo in tre, bene dai. Allora la sala la prendo.
#11
Signori, non vedo repliche a questo thread, ma non è un grosso problema. Se avete già deciso di non partecipare, disdico la sala, risparmio tempo e soldi e procedo per la mia strada. Ditemi voi.
#12
Com'è stato ampiamente anticipato sui canali WhatsApp ufficiali di questa associazione, approfittando del Festivalmeteorologia, nel pomeriggio di sabato 22 novembre, ovvero questo sabato, è convocata una riunione associativa di Meteo Trentino Alto Adige presso il T-Space, spazio di coworking messo a disposizione da Trentino Sviluppo e situato in Via delle Scuole 24 a Rovereto (in ZTL, vicino all'Ostello della Gioventù).

Non la definirei nemmeno assemblea, perché non è aperta solo ai soci, ma a tutti coloro che vorranno partecipare.

Durante questo ritrovo, che si terrà dalle 16:30 alle 18:30, ci si confronterà e si decideranno una volta per tutte le sorti di Meteo Trentino Alto Adige a partire dal 1 gennaio 2026.

L'incontro rappresenta quindi un momento cruciale per definire il futuro di questa storica realtà, per questo si invitano tutti gli interessati a prenderne parte.

Lo so che ce lo ripetiamo da anni, ma vi assicuro che questa volta - e finalmente, direi - tutti i nodi sono venuti al pettine quindi è giunta l'ora di decidere: o si cambia, o si chiude.

Vado subito ad articolare quest'ultimo concetto.

Far parte di un'associazione è un po' come essere cittadini: comporta diritti e doveri. Un'associazione ha senso di esistere solo se la divisione dei ruoli al suo interno è davvero funzionale alle sue attività. Ciò significa che il Consiglio Direttivo non dev'essere un inutile orpello formale che fa da contorno ad una sola persona la quale di fatto tiene in piedi l'intera baracca, ma un organo vitale vero, fattuale e propositivo, all'interno del quale ogni figura ha un ruolo fondamentale: ne serve una in grado di rappresentare il gruppo di fronte alle istituzioni, un'altra in grado di tenere i conti occupandosi del bilancio, un'altra per aggiornare l'anagrafica dei soci e redigere i verbali delle assemblee, un'altra ancora che funga da punto di riferimento tecnico del gruppo... e poi dev'esserci chi si occupa dei progetti di ricerca, chi della divulgazione e così via.

Infine, è fondamentale che da parte di tutti questi elementi emerga con regolarità la voglia di incontrarsi e coordinarsi. Insomma, per portare avanti tutto questo serve una mentalità associativa. Se mancano questi presupposti, un'associazione non può stare in piedi. Non ha alcun senso tenerla in vita se nessuno ha tempo e voglia mettersi a disposizione del gruppo e, soprattutto, se sussistono situazioni individuali in conflitto con l'associazione. Intendiamoci: siti web personali, pagine social personali, attività divulgative personali possono esistere, ma nell'ottica di alimentare il progetto comune e non, viceversa, di guadagnare visibilità dal progetto comune che, nel frattempo, viene trascurato.

In questo senso ho apprezzato molto la sincerità di chi, non condividendo questo principio, ha deciso di uscire definitivamente dall'associazione: mi ha liberato di un peso perché si vive meglio mantenendo civili rapporti di buon vicinato con chi ha ambizioni personali, piuttosto che convivere forzatamente in un ambiente che sta stretto a chi vuole ritagliarsi una certa visibilità personale al di fuori del gruppo. Il che è più che legittimo, ma non è compatibile con il concetto di associazionismo. O per lo meno con il mio, il che automaticamente significa che in questa associazione non ci può essere spazio per due punti di vista così radicalmente distanti.

Dulcis in fundo, è giunta l'ora di prendere atto che gli spazi di discussione associativi non si possono più trasformare in pollai dove la confidenza tra soci degenera nella mancanza di rispetto degli altri: è deleterio, oltre che inaccettabile che in un ambiente maturo, serio ed autorevole abbiano ancora cittadinanza discorsi infantili, classisti, sessisti, razzisti che ricordano più il cyberbullismo dei social network che delle piattaforme di confronto civile degne di chi persegue finalità di tipo culturale.

Fatte tutte queste premesse, per me l'opzione della chiusura di Meteo Trentino Alto Adige ad oggi non è percorribile perché, dal mio punto di vista, "gettare il bambino con l'acqua sporca" sarebbe un immenso peccato, quindi reputo che si debba valutare un cambio radicale del suo assetto organizzativo. Se, per mancanza di tempo o motivazione, non si è più in grado di portare avanti progetti comuni, si può concludere l'esperienza associativa ed aprirne una che definirei di stampo imprenditoriale.

E lo si fa formalizzando che le redini del progetto passano ufficialmente in mano di chi ha tempo, voglia e capacità finanziarie da investire in un ambizioso progetto di restyling del sito, manutenzione del forum e della rete territoriale e valorizzazione dei progetti divulgativi portati avanti nel nome di Meteo Trentino Alto Adige.

Il Presidente si trasforma in Editore, prende in mano l'eredità dell'associazione e detta la linea da tenere, come avviene nelle redazioni dei giornali. Il che, per inciso, significa basta quote associative: ci si trasforma in realtà privata alla quale se si partecipa gratuitamente si ha diritto alla fruizione di contenuti base, mentre per fruire di contenuti di un livello superiore si tira fuori l'argent, come si suol dire. Visto che il mondo va in questa direzione, ci adatteremo.

Naturalmente, in quest'ottica, chiunque sarà libero di tirare fuori la propria o le proprie stazioni meteo dalla rete MTAA: eventualmente si ripartirà da una mappa contenente le stazioni open data del territorio, ovvero quelle di Meteonetwork/Meteotriveneto (https://www.meteonetwork.it/rete/livemap/), quelle di Meteotrentino (https://www.meteotrentino.it/) e quelle di Meteo Alto Adige (https://meteo.provincia.bz.it/). A queste, aggiungeremo quelle di chi ha ancora il piacere, ma soprattutto l'ORGOGLIO di far parte di questo network. Perché chi non è orgoglioso di questa realtà regionale, non merita di farne parte.

Tornando quindi alla riunione di sabato, chi non può o non vuole essere presente, sia consapevole che ogni decisione sarà presa esclusivamente dai partecipanti e che tutti gli altri saranno semplicemente informati degli esiti della riunione in questo thread.

PS: Al termine della riunione è prevista una cena al ristorante, probabilmente alla pizzeria La Margherita di Rovereto. Per questo motivo gradirei sapere entro venerdì chi intende partecipare, per poter prenotare un tavolo. Vi aspetto numerosi per un confronto costruttivo e decisivo per il futuro di questa realtà.
Anche perché - lo ribadisco anche in questa sede - come cantava Giorgio Gaber, "libertà è partecipazione". E, se non si fosse ancora capito, se non partecipate voi, decido tutto io (che, ovviamente, sarò presente sia alla riunione che alla cena). Saluti.
#13
Citazione di: Eskimo il Lun 17 Novembre, 2025, 16:37:21per quanto riguarda la stagione in corso sono d'accordo ma per spolverata dipende da cosa intendi..in qualche zona mi sembra più che una spolverata  ;) ovviamente sempre nulla di trascendentale
Essendo abituati a vedere queste misere spolverate dalle finestre di casa già a metà ottobre, per noi cittadini di Trento e dintorni vederle a fatica nonostante sia già il 17 novembre mette tristezza. Se poi sulle Dolomiti è caduto qualcosa in più ben venga, ma il problema è che più passano gli anni e più si deve salire di quota, per vedere quel qualcosa in più. E prima o poi, a furia di salire di quota, anche le montagne più alte finiscono... Insomma, sui monti più alti di quelli che noi cittadini di Trento e dintorni vediamo dalla finestra il problema è solo rimandato, anche se a ben vedere lassù, sulle Dolomiti, queste miserie in passato le faceva già a fine settembre.
#14
Conta molto di più la NAO, come infatti scrivi nel tuo post, ed anche qui sono stra-d'accordo.
Mi fa piacere che questo prezioso contributo abbia messo la parola fine ad una questione rimasta un po' in sospeso.

In sostanza, per me, la conclusione è molto semplice: tutte le volte che troviamo sui social network articoli sul Ninho o sulla Ninha che promettono inverni nevosi, prendiamo atto che sono solo scemenze finalizzate al clickbait. Da noi, questi fenomeni non hanno alcun effetto tangibile (ancor meno degli stratwarming i quali, se non altro, da qualche parte nell'emisfero boreale un po' di freddo lo determinano, anche se poi non è detto che quel freddo arrivi da noi).
#15
Mi è piaciuto molto quello che hai scritto sulla tua pagina Facebook, dove hai articolato meglio la questione.

Riporto il tuo post:

Ultimamente qualcuno mi dice che una forte Niña, cioè il raffreddamento periodico di una parte delle acque del Pacifico, potrebbe influire sul prossimo inverno in Trentino, in particolare rendendolo nevoso. Si parla in questi casi di teleconnessioni, ovvero l'influsso anche a migliaia di chilometri di alcune situazioni meteorologiche, una cosa reale e che costituisce una branca delle scienze dell'atmosfera.
La prima cosa da sottolineare, intanto, è che la Niña che sta per cominciare sarà debole e breve, quindi non certo forte...
Ma esiste una correlazione fra questo fenomeno e il Trentino?
Verificarlo è complicato (esiste una letteratura cospicua sul tema) ma qualche cosa di didattico si può dire.
Intanto la Niña (raffreddamento) e il più famoso Niño (riscaldamento) fanno parte di una ciclicità irregolare (da 2 a 7 anni) quasi una "altalena", delle temperature dell'acqua superficiale del Pacifico equatoriale. Questa alternanza è anche chiamata Enso (El Niño Southern Oscillation).
A grandi linee: nel Niño gli alisei (che lì soffiano da sud/est) sono deboli e per questo le acque calde superficiali e poco dense dell'Oceania rifluiscono indisturbate per migliaia di chilometri verso est fin sulle coste del Perù. Queste acque calde favoriscono l'evaporazione ed alluvioni proprio in Sudamerica (Perù, Colombia e Bolivia) mentre in Indonesia, Filippine e Australia, private di acque calde, si hanno forti siccità. La Niña accade invece quando gli alisei si rafforzano oltre la norma, concentrando l'acqua calda superficiale stavolta verso ovest, sull'Oceania, e facendo emergere in superficie al largo del Perù acqua profonda fresca. Così si ha una situazione opposta alla precedente: siccità in Perù, Bolivia e Colombia e piogge anormali in Australia, Filippine e Indonesia.
L'oscillazione prevede anche frequenti fasi neutre. Il ciclo, viste le porzioni enormi di oceano interessate, modifica profondamente le configurazioni meteorologiche in varie zone del mondo, ma prevalentemente lungo la fascia tropicale con una serie di influssi su ambiente, coltivazioni, etc.
La forza di Niño o Niña si può valutare con l'indice ONI (Oceanic Niño Index) che è semplicemente l'anomalia di temperatura dell'acqua su una precisa area del Pacifico. Con ONI positivo si ha Niño, con ONI negativo Niña.
Nell'immagine 1 ecco le anomalie attuali di temperatura degli oceani (si vede la zona blu della Niña in corso).
Nell'immagine 2 potete vedere invece una mappa speciale, che è la correlazione delle precipitazioni invernali in Europa con Niño/Niña. In blu le zone dove piove più della norma in inverno con Niña, in rosso le aree dove piove di più in inverno con il Niño.
Da noi non c'è alcuna particolare correlazione! E il discorso potrebbe chiudersi qui: Niña o Niño per noi contano poco o nulla, d'altro canto siamo dall'altra parte del mondo. Ma proseguiamo.
Se volessimo fare i "filosofi", infatti, notiamo sempre nell'immagine 2 comunque che con la Niña l'area che viene colpita più dalle piogge è l'estrema Italia meridionale/Ionio/Nordafrica. Uno schema vagamente simile, anche se assai più blando nelle correlazioni, con il ben più importante (per noi europei) indice NAO (North Atlantic Oscillation) che si gioca sulla differenza di pressione atmosferica tra le Azzorre e l'Islanda. Con NAO negativa, le perturbazioni entrano bene nel Mediterraneo, con NAO positiva restano sul Nord Europa. L'immagine 3 è come la 2, ma presenta le correlazioni fra piovosità e NAO, molto più forti che con l'ENSO, il che è abbastanza ovvio: da sottolineare che l'indice NAO varia su una scala di pochi giorni o settimane, mentre l'ENSO è molto più lenta, dell'ordine dei mesi o anni.
Veniamo ora a dei dati, da prendere solo come curiosità senza pretese scientifiche serie. L'appassionato meteofilo Flavio Toni dal 1970 (55 anni) rileva neve e precipitazioni a Trento Sud. I risultati a Trento, secondo l'indice ONI, sono i seguenti:
-  Con ONI estremo (>1.1° e <-1.1°) cioè Niño o Niña molto forti, ben 14 inverni su 16 (7 su 8 con Niño strong, e 7 su 8 con Niña strong) a Trento sono stati sotto media nivometrica. Ad esempio con Niña forte ci sono stati l'arido inverno 1988/89 con ONI -1.83° e il secchino 2007/08 con ONI -1.47°.
-  Con ONI vicino a neutralità cadono invece gran parte degli inverni più nevosi; i 10 inverni più nevosi negli ultimi 55 anni a Trento Sud mostrano una media ONI di -0.29°, corrispondente a Niña debole.
Detto questo, come è prevista l'evoluzione della Niña nei prossimi mesi? Nell'immagine 4 la risposta: i modelli prevedono una Niña debole, con ONI fra -0.5° e -0.9°.
Teoricamente, si tratterebbe di valori favorevoli nella statistica delle precipitazioni invernali a Trento. Come ultimo dato, le previsioni stagionali di Copernicus vedono anch'esse un trimestre invernale con precipitazioni in media, anche abbondanti a dicembre: sembra escluso quindi un inverno siccitoso. Chissà!
P.s. Non va dimenticato, come si vede nella figura 1, che le temperature degli oceani oggi sono molto più calde di qualche anno fa, quindi anche le correlazioni potrebbero essere cambiate e in generale le temperature più alte potrebbero semplicemente portarci un inverno più piovoso che nevoso, almeno a bassa quota.

In particolare mi è piaciuto questo passaggio, dove sostanzialmente scrivi quello che ho sempre sostenuto io:

Da noi non c'è alcuna particolare correlazione! E il discorso potrebbe chiudersi qui: Niña o Niño per noi contano poco o nulla, d'altro canto siamo dall'altra parte del mondo.

Concordo pienamente e per questo mi chiedo: ma come mai quando lo scrivevo io su WhatsApp mi davate tutti contro?