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Glaciazione colpirà a cominciare dal 2014 culmine 2055: parola di Abdussamatof ?

Aperto da Dany79snow, Gio 16 Febbraio, 2012, 20:31:21

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Dany79snow

Il professor Habibullo Abdussamatof è uno dei più importanti astrofisici della Russia. Conduce, al prestigioso osservatorio della Accademia delle Scienze Russa di Pulkovo, San Pietroburgo, il progetto "Astrometria", che riguarda misurazioni relative al comportamento del sole. Il sole presenta comportamenti ciclici di diverso periodo: c'è il ciclo di attività solare di circa 11 anni, evidenziato dalle macchie solari, che variano tra un massimo ed un minimo. Siamo oggi verso la conclusione del 24° ciclo  che presenta una drastica riduzione dell'attività solare. Oltre a questo c'è un ciclo di 200 anni, esso pure in fase di declino dall'inizio del 1990.  Questi cicli vengono associati da Abdussamatof a variazioni del diametro del Sole. Da essi dipende l' Irradiazione Solare Totale (TSI) che determina le temperature terrestri. La periodicità di queste variazioni permette di dar conto delle glaciazioni passate e di prevedere il futuro. Ebbene, secondo il prof. Abdussamatof siamo all'inizio di una glaciazione che raggiungerà un massimo attorno al 2055, proprio quando secondo le minacce dei fanfaroni del Global Warming  la terra andrebbe in ebollizione, se non foraggiassimo a dismisura la loro green economy.   

Il professor Abdussamatof presenta le sue teorie in articolo intitolato: Bicentennial Decrease of the Total Solar Irradiance Leads to Unbalanced Thermal Budget of the Earth and the Little Ice Age. L'articolo è stato pubblicato lo scorso 1 febbraio su Applied Physics Research e può essere ritrovato al portale del giornale.

Per la raccolta dei dati lo studio si avvale del Service Module del segmento Russo della International Space Station (ISS) che permette misure non distorte dall'atmosfera e dall'instabilità della terra. Lo studio ha un obiettivo più ampio: comprendere grazie al Sole, vicino a noi e facilmente osservabile, il comportamento delle stelle, e quali siano le variazioni della intensità di radiazione ed del diametro. Un aspetto importante sono le connessioni con la geofisica, la meteorologia, la biologia, la medicina. Infatti tutte le sorgenti di energia, tradizionali o rinnovabili, usate dall'umanità sono collegate al sole. La vita sulla terra dipende quasi esclusivamente dalla Irradiazione Solare Totale (TSI). Ogni cambiamento di questo fattore si ripercuote sulla terra e nello spazio ad essa circostante. Il flusso energetico del sole definisce dinamicamente il clima della terra e degli altri pianeti; esso a sua volta è definito dall'area della superficie solare o, in altre parole, dal diametro del sole. Una valutazione esatta delle variazioni del diametro solare è strettamente correlabile alle variazioni nel tempo della TSI ed alle macchie solari.

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Una più dettagliata descrizione del progetto si trova qui .

Le variazioni terrestri seguono con un certo ritardo quelle solari a causa dell'inerzia termica della terra, a cui danno un forte contributo gli oceani. Per esemplificare, una minestra rimane ancora calda per diversi minuti dopo esser stata tolta dal fuoco, mentre una bottiglia tolta dal frigo rimane fredda ancora per un certo tempo. Ma facendo il bilancio tra l'energia assorbita e quella ceduta dalla terra, è possibile calcolare lo squilibrio energetico, e prevedere la futura evoluzione della temperatura terrestre. Dice il prof. Abdussammatof: "Cambiamenti della potenza delle radiazioni caloriche ad onda lunga della terra emesse verso lo spazio si manifestano in ritardo rispetto alla radiazione solare precedentemente assorbita, a causa di un cambiamento lento dell' entalpia terrestre. Questo è il motivo per cui il credito ed il debito energetico dell' Energy Budget annuale della terra si trovi quasi sempre in uno stato di non equilibrio". Cioè rispetto ad una situazione ipotetica di equilibrio il pianeta sarà alternativamente o troppo caldo o troppo freddo.  "Il bilancio termico annuale nel lungo periodo determinerà in modo affidabile il corso ed i valori sia dell'eccesso di energia accumulata dalla terra,  che del deficit energetico del budget termico rispetto all'irradiazione solare (TSI), e questo permetterà di predire con largo anticipo l'ampiezza dei prossimi cambiamenti climatici. ... Dall'inizio degli anni 90 noi osserviamo una diminuzione bicentennale  della TSI e  della relativa  energia assorbita dalla Terra". Nella situazione attuale la Terra ha appena assorbito un massimo di calore e si trova, riprendendo il paragone prima proposto, come la minestra appena tolta dal fuoco. Ora non può che raffreddarsi, cioè  "avrà da ora in poi un bilancio termico negativo che porterà come conseguenza ad una caduta della temperatura fino ad un minimo attorno al  2055".

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Dall'inizio del1990 I valori delle componenti  sia del ciclo bicentennale  che di quello undecennale, misurate strumentalmente in W/m2 , diminuiscono a ritmo accelerato e quindi la frazione assorbita dalla terra sta diminuendo di conseguenza, e questo non viene compensato da una diminuzione delle emissioni termiche verso lo spazio, che rimangono allo stesso livello per circa 14 anni a causa dell'inerzia termica degli oceani.

All'azione esercitata dal sole si accompagnano reazioni del sistema terrestre nella sua complessità costituita da atmosfera, acque e terre emerse. Si vengono a creare fenomeni che a loro volta si riverberano sul clima, dando luogo ai cosiddetti "feedback".

Abdussamatof esamina il fenomeno delle correnti marine chiamate  El Niño o La Niña, trovando una correlazione  coerente con il suo sistema. " I nostri risultati indicano che esiste una comune azione del ciclo di 11 anni, e del ciclo bicentennale della TSI  sul cambiamento dello stato superficiale  e sub-superficiale della parte tropicale dell'Oceano Pacifico. Questa è  accompagnata dalla comparsa di correnti calde o fredde (cicli del  El Niño o La Niña), che influenzano pure il cambiamento climatico. Le caratteristiche da noi 0sservate su El Niño durante gli ultimi 31 anni hanno mostrato cambiamenti in direzione opposta rispetto alle previsioni dei modelli climatici che assumono una importanza predominante dei gas serra".

Abdussamatov rileva però che l'entità delle fluttuazioni bicentennali della TSI è relativamente piccola e perciò insufficiente a spiegare I corrispondenti cicli di variazione della temperature terrestre, dal riscaldamento globale alle piccole glaciazioni. La spiegazione è che entra in gioco  una sistema di amplificazione  che porta ad influenze aggiuntive, nella forma di feedback. I fenomeni identificati che svolgono questo compito sono il  cambiamento dell'albedo  (riflessione nello spazio delle radiazioni solari) , e della concentrazione atmosferica dei gas serra (in primo luogo il vapore acqueo, e poi l'anidride carbonica, il metano ed altri gas).

L'albedo è uno dei parametri fisici più importanti del budget energetico della Terra ed i suoi cambiamenti sono un potente motore delle variazioni climatiche. Il valore dell'albedo sale ad un livello massimo durante il profondo freddo così aggravandolo, e cade a livelli minimi durante il periodo di riscaldamento così  favorendolo; questo aumenta ulteriormente l'ampiezza delle oscillazioni.  A loro volta le variazioni della concentrazione del gas serra si muovono in direzione opposta, poiché la loro abbondanza è in massima parte determinata dalla temperatura degli oceani. Variazioni delle caratteristiche della superficie terrestre e dell'atmosfera causate dalle variazioni bicentennali della TSI danno origine a successive sequenze di cambi di temperatura che si sommano a quelli precedenti con un effetto di ripetizioni multiple di feedback secondari in un ciclo causa-effetto, anche se la TSI rimane costante per un certo periodo di tempo. Questo porta ad una amplificazione dei cambiamenti climatici di una entità che supera l'influenza delle variazioni bicentennali della sola TSI. Una situazione simile fu osservata alla fine del XX secolo.

Ma il XXI secolo si trova nella situazione opposta, e secondo queste previsioni sprofonderemo in una nuova "piccola glaciazione". Sarebbe la quinta dell'ultimo millennio, dopo quelle denominate di  Wolf nel secolo XIII, di Sporer nel XV, di Maunder  nel  XVII e di Dalton nel XIX, ad intervalli quasi bicentennali, che confermerebbero la teoria di Abdussamatof. L'aggettivo "piccola" però non ci deve portare a sottovalutare: le conseguenze sarebbero gravissime, come le mostrano esperienze precedenti, segnate da terribili carestie, epidemie, e mortalità diffusa che decimarono molte popolazioni, e costrinsero ad esodi in massa. I governi dovrebbero fin da ora programmare adeguate misure nel campo della copertura energetica, delle comunicazioni, delle infrastrutture, dell'edilizia, dell'assistenza sanitaria, della produzione agricola che potrebbe essere drasticamente compromessa.  Ma niente di tutto questo avviene a causa della distrazione fuorviante del Riscaldamento Globale, a fronte del quale si sperperano invece centinaia di miliardi nella direzione opposta.
Stazione meteo Davis Vp2 http://www.meteogardolo.it
Webcam 3mpx Mobotix http://www.meteogardolo.it/index.php/webcam
Da ottobre 2011 stazione di Villa Warth (Gardolo-TN)a 375 metrie Calisio a 710mt.
Da dicembre 2011 Vason 1740mt!!!
26Giugno12 fotovoltaico power!

Dany79snow

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trentinodoc

www.meteolavis.it



clima trentino di fondovalle: se lo conosci lo eviti se lo conosci non ti uccide

ross

A parte il tono di questi articoli idioti sul quale non commento oltre
Citazionele minacce dei fanfaroni del Global Warming  la terra andrebbe in ebollizione, se non foraggiassimo a dismisura la loro green economy

(personalmente li trovo insulti ignoranti. Sono sicuro la spocchia del sig. Corrado Fronte sia dovuta all'outstanding scientific record che ha in pubblicazioni climatologiche)

Tutto il blabla non fa altro che mostrare l'ignoranza sui problemi che gente che studia davvero il clima terrestre affronta normalmente.
Da dove viene la certezza graniticha che il Maunder minimum sia la causa della PEG? Non sto qui ad elencare i lavori sul tema (se qualcuno e' interessato, mi faccia sapere), ma le cause dei periodi freddi dell'ultimo millennio sono tutt'altro che chiare e il sole pare non sia l'effetto dominante.
Quanto all'effetto sul bilancio radiativo di un simil-Maunder minimum nei prossimi X anni/decadi, lavori recenti mostrano che non avrebbe l'intensita' necessaria per contrastare lo squilibrio radiativo indotto dai gas serra.

Sullo specifico dell'articolo (che Corrado Fronte si guarda bene dall'affrontare), ci sono numerose questioni lasciate a libera speculazione, tipo il fatto che si basa su una sola ricostruzione delle variazioni di TSI su scala multi centenaria e non mostra come i risultati cambierebbero usandone altre, o il fatto che estrapolano variazioni bi-centenarie da 20 anni di dati (!!).

Consiglio: diffidare di articoli faciloni su siti a caso che propongono, senza affrontarli scientificamente, studi di clima

Fine pistolotto.  :ciao:
BAROMETER, n.
An ingenious instrument which indicates what kind of weather we are having. - A. Bierce, The Devil's Dictionary

stefanoRM

Avevo letto in effetti. Certo le teorie so tante e affascinanti, ma vacci a capire bho

Flavioski

Son d'accordo con Ross, e nei limiti delle mie competenze molto parziali (nel senso di "poche", non nel senso "di parte".. :P ) mi vengono spontanee alcune considerazioni/domande, anche volendo considerare corrette queste teorie basate sulla variazione della TSI (il cui legame con le passate glaciazioni peraltro mi sembra di capire sia tutt'altro che accertato al 100%).

Cioè: ma la capacità termica degli oceani (infatti si fa l'esempio della minestra appena tolta dal fuoco) non dovrebbere permettere una certa inerzia, perlomeno di qualche decennio se non di più, prima di un eventuale tracollo delle temperature?

E poi, come la mettiamo con la copertura dei ghiacci artici, ai minimi storici proprio negli ultimissimi anni? Per avere un effetto albedo davvero efficace, citato come uno dei principali feedback,  la copertura estiva dovrebbe aumentare di parecchio a mio avviso, visto che l'albedo mi risulta sia massimo quando massima è l'irradianza solare, e non certo durante la notte polare; mi risulta difficile pensare che si possa rimediare ad un gap simile in un paio d'anni, a meno forse di ipotizzare una specie di "effetto interruttore inverso", tipo la paventata (ma non so quanto attendibile) interruzione della corrente nordatlantica.

E ancora, volendo ammettere che si stia realmente andando verso una p.e.g. come le ultime 4 del millennio, come viene affermato (e quindi cmq non verso una vera e propria glaciazione), mi sembra chiaro che si parte da una situazione termica decisamente più "calda" rispetto alle precedenti, con qualche dubbio forse riguardo al famigerato anno mille, che però infatti in base alle ricostruzioni storiche vide l'arrivo del freddo non prima del 1150. Per cui volendo azzardare un paragone col precedente storico forse (ma molto forse) in qualche modo più simile, cioè appunto il 1000, non vedo perchè in quel caso siano passati 150 anni prima di un reale cambiamento radicale del clima, mentre stavolta già fra poco più di 40 anni si debba raggiungere il top, mah...

Che poi oh, dovesse finire veramente così, Madrigali farebbe i salti di gioia!!  ;D

:ciao: