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Enso (Nino/Nina) e neve a Trento

Aperto da Giacomo da Centa, Gio 13 Novembre, 2025, 00:14:07

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Giacomo da Centa

Ciao ragazzi,
apro questo thread perché in questi giorni si parla molto di ENSO e inverno nevoso (è addirittura uscita un'Ansa secondo la quale ci aspetterebbe un inverno con Nina strong e quindi nevoso sulle Alpi).
Mh...il mitico Flavio (Flavioski qui) ha come sempre recuperato delle statistiche certosine sulla nevosità a Trento Sud negli ultimi 55 inverni (dal 1970). Lo ringrazio! Flavio ha concluso in estrema sintesi che:

-  Con ONI estremo (>1.1 e <-1.1) cioè Nino o Nina molto forti, ben 14 inverni su 16 (7 su 8 con Nino strong, e 7 su 8 con Nina strong) sono finiti sotto media nivometrica! Ad esempio con Nina forte ci sono stati l'arido inverno 1988/89 con ONI -1.83 e il secchino 2007/08 con ONI -1.47.
-  Con ONI vicino a neutralità cadono invece gran parte degli inverni più nevosi; i 10 inverni più nevosi negli ultimi 55 anni a Trento Sud mostrano media ONI di -0.29, corrispondente a Nina debole.

Detto questo, ho giocato con il sito Climate Reanalizer cercando la correlazione fra ENSO e precipitazioni invernali, che per noi è molto fiacca o non esiste (ma mi riservo di lavorarci ancora). Allego infatti l'immagine che comunque, per pattern, assomiglia blandamente allo schema di correlazione della NAO, ovviamente molto più forte per l'Europa che vede piogge abbondanti da noi con NAO- e nel nord Europa con NAO+.

Allego infine la previsione dell'ENSO per questo inverno, che vede la massima probabilità attorno a -0.6, che non sarebbe neanche male. 

MrPippoTN

#1
Mi è piaciuto molto quello che hai scritto sulla tua pagina Facebook, dove hai articolato meglio la questione.

Riporto il tuo post:

Ultimamente qualcuno mi dice che una forte Niña, cioè il raffreddamento periodico di una parte delle acque del Pacifico, potrebbe influire sul prossimo inverno in Trentino, in particolare rendendolo nevoso. Si parla in questi casi di teleconnessioni, ovvero l'influsso anche a migliaia di chilometri di alcune situazioni meteorologiche, una cosa reale e che costituisce una branca delle scienze dell'atmosfera.
La prima cosa da sottolineare, intanto, è che la Niña che sta per cominciare sarà debole e breve, quindi non certo forte...
Ma esiste una correlazione fra questo fenomeno e il Trentino?
Verificarlo è complicato (esiste una letteratura cospicua sul tema) ma qualche cosa di didattico si può dire.
Intanto la Niña (raffreddamento) e il più famoso Niño (riscaldamento) fanno parte di una ciclicità irregolare (da 2 a 7 anni) quasi una "altalena", delle temperature dell'acqua superficiale del Pacifico equatoriale. Questa alternanza è anche chiamata Enso (El Niño Southern Oscillation).
A grandi linee: nel Niño gli alisei (che lì soffiano da sud/est) sono deboli e per questo le acque calde superficiali e poco dense dell'Oceania rifluiscono indisturbate per migliaia di chilometri verso est fin sulle coste del Perù. Queste acque calde favoriscono l'evaporazione ed alluvioni proprio in Sudamerica (Perù, Colombia e Bolivia) mentre in Indonesia, Filippine e Australia, private di acque calde, si hanno forti siccità. La Niña accade invece quando gli alisei si rafforzano oltre la norma, concentrando l'acqua calda superficiale stavolta verso ovest, sull'Oceania, e facendo emergere in superficie al largo del Perù acqua profonda fresca. Così si ha una situazione opposta alla precedente: siccità in Perù, Bolivia e Colombia e piogge anormali in Australia, Filippine e Indonesia.
L'oscillazione prevede anche frequenti fasi neutre. Il ciclo, viste le porzioni enormi di oceano interessate, modifica profondamente le configurazioni meteorologiche in varie zone del mondo, ma prevalentemente lungo la fascia tropicale con una serie di influssi su ambiente, coltivazioni, etc.
La forza di Niño o Niña si può valutare con l'indice ONI (Oceanic Niño Index) che è semplicemente l'anomalia di temperatura dell'acqua su una precisa area del Pacifico. Con ONI positivo si ha Niño, con ONI negativo Niña.
Nell'immagine 1 ecco le anomalie attuali di temperatura degli oceani (si vede la zona blu della Niña in corso).
Nell'immagine 2 potete vedere invece una mappa speciale, che è la correlazione delle precipitazioni invernali in Europa con Niño/Niña. In blu le zone dove piove più della norma in inverno con Niña, in rosso le aree dove piove di più in inverno con il Niño.
Da noi non c'è alcuna particolare correlazione! E il discorso potrebbe chiudersi qui: Niña o Niño per noi contano poco o nulla, d'altro canto siamo dall'altra parte del mondo. Ma proseguiamo.
Se volessimo fare i "filosofi", infatti, notiamo sempre nell'immagine 2 comunque che con la Niña l'area che viene colpita più dalle piogge è l'estrema Italia meridionale/Ionio/Nordafrica. Uno schema vagamente simile, anche se assai più blando nelle correlazioni, con il ben più importante (per noi europei) indice NAO (North Atlantic Oscillation) che si gioca sulla differenza di pressione atmosferica tra le Azzorre e l'Islanda. Con NAO negativa, le perturbazioni entrano bene nel Mediterraneo, con NAO positiva restano sul Nord Europa. L'immagine 3 è come la 2, ma presenta le correlazioni fra piovosità e NAO, molto più forti che con l'ENSO, il che è abbastanza ovvio: da sottolineare che l'indice NAO varia su una scala di pochi giorni o settimane, mentre l'ENSO è molto più lenta, dell'ordine dei mesi o anni.
Veniamo ora a dei dati, da prendere solo come curiosità senza pretese scientifiche serie. L'appassionato meteofilo Flavio Toni dal 1970 (55 anni) rileva neve e precipitazioni a Trento Sud. I risultati a Trento, secondo l'indice ONI, sono i seguenti:
-  Con ONI estremo (>1.1° e <-1.1°) cioè Niño o Niña molto forti, ben 14 inverni su 16 (7 su 8 con Niño strong, e 7 su 8 con Niña strong) a Trento sono stati sotto media nivometrica. Ad esempio con Niña forte ci sono stati l'arido inverno 1988/89 con ONI -1.83° e il secchino 2007/08 con ONI -1.47°.
-  Con ONI vicino a neutralità cadono invece gran parte degli inverni più nevosi; i 10 inverni più nevosi negli ultimi 55 anni a Trento Sud mostrano una media ONI di -0.29°, corrispondente a Niña debole.
Detto questo, come è prevista l'evoluzione della Niña nei prossimi mesi? Nell'immagine 4 la risposta: i modelli prevedono una Niña debole, con ONI fra -0.5° e -0.9°.
Teoricamente, si tratterebbe di valori favorevoli nella statistica delle precipitazioni invernali a Trento. Come ultimo dato, le previsioni stagionali di Copernicus vedono anch'esse un trimestre invernale con precipitazioni in media, anche abbondanti a dicembre: sembra escluso quindi un inverno siccitoso. Chissà!
P.s. Non va dimenticato, come si vede nella figura 1, che le temperature degli oceani oggi sono molto più calde di qualche anno fa, quindi anche le correlazioni potrebbero essere cambiate e in generale le temperature più alte potrebbero semplicemente portarci un inverno più piovoso che nevoso, almeno a bassa quota.

In particolare mi è piaciuto questo passaggio, dove sostanzialmente scrivi quello che ho sempre sostenuto io:

Da noi non c'è alcuna particolare correlazione! E il discorso potrebbe chiudersi qui: Niña o Niño per noi contano poco o nulla, d'altro canto siamo dall'altra parte del mondo.

Concordo pienamente e per questo mi chiedo: ma come mai quando lo scrivevo io su WhatsApp mi davate tutti contro?


MrPippoTN

Conta molto di più la NAO, come infatti scrivi nel tuo post, ed anche qui sono stra-d'accordo.
Mi fa piacere che questo prezioso contributo abbia messo la parola fine ad una questione rimasta un po' in sospeso.

In sostanza, per me, la conclusione è molto semplice: tutte le volte che troviamo sui social network articoli sul Ninho o sulla Ninha che promettono inverni nevosi, prendiamo atto che sono solo scemenze finalizzate al clickbait. Da noi, questi fenomeni non hanno alcun effetto tangibile (ancor meno degli stratwarming i quali, se non altro, da qualche parte nell'emisfero boreale un po' di freddo lo determinano, anche se poi non è detto che quel freddo arrivi da noi).