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Il GW rende più forte l'HP in inverno?

Aperto da MrPippoTN, Lun 07 Gennaio, 2019, 12:57:43

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MrPippoTN

Prendo spunto da questo thread aperto sul forum di Meteonetwork: https://forum.meteonetwork.it/meteorologia/166642-gw-rende-forte-lanticiclone-azzorriano-in-inverno.html

Ripropongo il quesito posto in quella sede rielaborandolo, e attendo i vostri pareri. Dunque...

Visto che un elemento ricorrente non solo degli ultimi mesi ma oserei dire degli ultimi inverni (ad eccezione, anche se parziale, dello scorso) è la presenza di un anticiclone azzorriano ben posizionato sull'Europa centro-occidentale e particolarmente difficile da sradicare, spesso mi chiedo se il motivo di questo pattern sia il riscaldamento globale. Voi che ne pensate?

Secondo voi il GW amplifica la forza degli anticicloni sub-tropicali (africano ed azzorriano)? Qualcuno di voi, tipo Yuri o Ross, ha approfondito della letteratura scientifica sull'argomento?

E' possibile affermare che in autunno e in inverno la bolla anticiclonica risulti più gonfia e con geopotenziali più elevati del normale?

E' corretto affermare che se l'anticiclone delle Azzorre si trasferisce in pianta stabile su Spagna e Inghilterra, diventa estremamente difficile da erodere per mesi, dato che la sua radice risulta particolarmente ampia e solida?

Noto che le eventuali risposte artiche all'anticiclone piazzato sull'Atlantico spesso sono costrette a sfogare il loro carico di precipitazioni sull'Europa orientale o al limite sull'adriatico, con crollo della nevosità nel versante subalpino e in Val Padana (dove si è registrato un deficit del 95% negli ultimi cinque anni). Se è così, dovremmo abituarci a molti altri inverni secchi ed anticiclonici sul Nord Italia, salvo eccezioni? E' un'ipotesi troppo "catastrofica"? E' solo un caso che ultimamente sia andata così?

Postiamo un po' di dati?

yakopuz

Io ho pochi elementi, ma ho la tua stessa preoccupazione.
Il futuro e' nel presente ... devi solo sapere dove e'

ross

#2
Velocemente, mentre ammazzo il tempo in aeroporto. Secondo me bisogna analizzare possibili influenze del GW in un'ottica più ampia di modifiche della circolazione globale. In questo senso ci sono i lavori in letteratura di cui si è già discusso qui (se ritrovi il topic dal qlc parte) che inqadrano ad esempio l'impatto della riduzione dei ghiacci artici sulle ondulazioni della corrente a getto. E a questo ad esempio è legata la persistenza di configurazioni tipo promontori di alta pressione in certe zone.

La difficoltà di analizzare una sola stagione (e in ottica regionale) è la più grande variabilità atmosferica e la difficoltà di isolare segnali (pochi anni non sono abbastanza).

Credo che in letteratura i lavori più rilevanti che possano dire qualcosa circa possibili cambi nella forza e posizione di regimi di alta pressione in zona atlantica-europea siano quelli che studiano le dinamiche delle condizioni di blocking sull'Atlantico...
BAROMETER, n.
An ingenious instrument which indicates what kind of weather we are having. - A. Bierce, The Devil's Dictionary

AltoGardameteo

Concordo con Alessio, bisogna ampliare il raggio alla circolazione generale dell'emisfero nord, per capire bene i meccanisimi che portano a perdurare per lunghi periodi configurazioni a noi "sfavorevoli" (o favorevoli).

Io rimango dell'idea che periodi diciamo così "sfigati" per noi, seppur lunghi 4-5 anni come quello in corso siano temporanei.

Considerando che il periodo 2005-2013 è stato tutt'altro che malvagio, non credo quindi che cambiamenti così rapidi e netti siano duraturi, se capite cosa intendo.


Anche negli anni '20 vi fù un drastico calo della nevosità (e piovosità: il 1921 è stato l'anno più secco del XX secolo) dopo i fasti dei decenni precedenti; poi negli anni '30 la media si è ripresa e non poco; il decennio 1920-1929 fù il meno nevoso del secolo, con valori simili agli anni '90 in molte zone, con solo pochi episodi davvero significativi.





trentinodoc

io ne ho il forte sospetto ma non ho elementi validi per supportare la mia tesi
è pur vero che anche sul finire degli anni 80 si sono avuti un paio di inverni sui generis e che negli anni 70 alcune edizioni della
Marcialonga non si disputarono per assoluta mancanza di neve
forse sono cicli ma negli ultimi anni è indubbio che la loro frequenza sia salita ... e non può essere un caso
www.meteolavis.it



clima trentino di fondovalle: se lo conosci lo eviti se lo conosci non ti uccide

MrPippoTN

Citazione di: trentinodoc il Lun 07 Gennaio, 2019, 19:51:30
io ne ho il forte sospetto ma non ho elementi validi per supportare la mia tesi
è pur vero che anche sul finire degli anni 80 si sono avuti un paio di inverni sui generis e che negli anni 70 alcune edizioni della
Marcialonga non si disputarono per assoluta mancanza di neve
forse sono cicli ma negli ultimi anni è indubbio che la loro frequenza sia salita ... e non può essere un caso
O forse sì...

Allego file interessanti.

http://cloud.tapatalk.com/s/5c33a3b0b820c/RD_8110_TabellaClima.1338374477%20%281%29.pdf

http://cloud.tapatalk.com/s/5c33a3b9a3e9c/CDD_8110_TabellaClima.1338381013%20%281%29.pdf

manolo

mi riallaccio al post di Ross e vi allego il link di un articolo di Luca Lombroso in cui parla dell' amplificazione artica fenomeno di fusione dei ghiacciai della Groenlandia con conseguente abbassamento della temperatura superficiale dell'acqua nel Nord Atlantico e modificazioni della corrente a getto.....

articolo breve e interessante chiaramente collegato al GW

https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/ondate-di-freddo-piu-frequenti-ecco-perche.html
Se il clima fosse una banca sarebbe già stato salvato (H.Chavez)
La neve ci insegna, che per farsi notare, non c'è bisogno di far rumore

elnino

Mi viene in mente un paper di qualche anno fa che associava il riscaldamento degli oceani tropicali alla diminuzione delle precipitazioni invernali nel Mediterraneo:
https://journals.ametsoc.org/doi/abs/10.1175/jcli-d-11-00296.1

Ma probabilmente ci sono lavori più recenti.

Ci sono poi parecchi studi sulla maggiore frequenza di blocchi durante i minimi solari, e attualmente non solo siamo in un minimo solare ma l'attività solare dell'ultimo ciclo è stata a sua volta ai minimi degli ultimi 100 anni almeno...
Persino io ho pubblicato qualcosa in merito anni fa: https://www.atmos-chem-phys.net/13/6275/2013/acp-13-6275-2013.pdf
In particolare se date un'occhiata all'ultima figura, noterete che le anomalie in quota nell'emisfero nord che abbiamo attualmente (promontori a sud dell'Islanda e nel Midwest, gocce fredde su Europa sud-orientale e East Coast) sono proprio quelle attese in media durante un minimo solare.
Dati live Ceola di Giovo (Val di Cembra, 580m slm):
http://osservatorioceola.altervista.org

Giacomo da Centa

#8
Citazione di: elnino il Mer 09 Gennaio, 2019, 16:21:59
Mi viene in mente un paper di qualche anno fa che associava il riscaldamento degli oceani tropicali alla diminuzione delle precipitazioni invernali nel Mediterraneo:
https://journals.ametsoc.org/doi/abs/10.1175/jcli-d-11-00296.1

Ma probabilmente ci sono lavori più recenti.

Ci sono poi parecchi studi sulla maggiore frequenza di blocchi durante i minimi solari, e attualmente non solo siamo in un minimo solare ma l'attività solare dell'ultimo ciclo è stata a sua volta ai minimi degli ultimi 100 anni almeno...
Persino io ho pubblicato qualcosa in merito anni fa: https://www.atmos-chem-phys.net/13/6275/2013/acp-13-6275-2013.pdf
In particolare se date un'occhiata all'ultima figura, noterete che le anomalie in quota nell'emisfero nord che abbiamo attualmente (promontori a sud dell'Islanda e nel Midwest, gocce fredde su Europa sud-orientale e East Coast) sono proprio quelle attese in media durante un minimo solare.

Fantastico Yuri! Grazie!
E' vero, le anomalie di oggi (almeno a 500 hPa) ricalcano quelle individuate nel tuo lavoro (a 300 hPa ma credo che i pattern siano analoghi).



MrPippoTN

Citazione di: elnino il Mer 09 Gennaio, 2019, 16:21:59


Ci sono poi parecchi studi sulla maggiore frequenza di blocchi durante i minimi solari, e attualmente non solo siamo in un minimo solare ma l'attività solare dell'ultimo ciclo è stata a sua volta ai minimi degli ultimi 100 anni almeno...

Interessante. Intendi dire blocchi a noi sfavorevoli in termini di precipitazioni? Te lo chiedo perché talvolta l'alta pressione di blocco in sede nordatlantica favorisce risposte fredde dal polo, o retrogressioni gelide dalla Russia, il che di per sé sarebbe anche un bene per noi amanti del freddo e della neve... Solo che poi, in mancanza di un'interazione tra freddo e successiva perturbazione, da noi si rischia di rimanere a secco per mesi come di fatto è spesso accaduto negli ultimissimi anni (tra l'altro, se queste risposte fredde alle alte pressioni di blocco scendono dal polo perpendicolarmente alle Alpi, da noi non fa nemmeno poi così freddo causa foehn).

Quindi, ricapitolando, la mia domanda è: intendi dire che durante i minimi solari sussiste una maggiore frequenza di blocchi tali da inibire l'avanzamento di perturbazioni atlantiche verso l'Europa centromeridionale, specie nella stagione invernale?

Te lo chiedo perché questo potrebbe in parte spiegare tutta questa siccità invernale e mi concederebbe un minimo di speranza di rivedere stagioni invernali un po' più perturbate nei prossimi anni, ovvero non appena l'attività solare ricomincerà ad intensificare (cosa che in teoria dovrebbe accadere a breve, ovvero già a partire dall'anno prossimo dato che per i prossimi 5 anni, stando alla ciclicità, è prevista in risalita, no?)...

yakopuz

Da analisi di serie storiche di precipitazioni in Trentino si vede una debole correlazione con i cicli solari. C era uno studio d Bellin di parecchi anni fa in proposito.
Il futuro e' nel presente ... devi solo sapere dove e'

MrPippoTN

Citazione di: yakopuz il Gio 10 Gennaio, 2019, 14:11:57
Da analisi di serie storiche di precipitazioni in Trentino si vede una debole correlazione con i cicli solari. C era uno studio d Bellin di parecchi anni fa in proposito.

Ragazzi, in questo thread sta venendo fuori tutto e il contrario di tutto, comunque...

elnino

Citazione di: MrPippoTN il Gio 10 Gennaio, 2019, 10:41:04
Citazione di: elnino il Mer 09 Gennaio, 2019, 16:21:59


Ci sono poi parecchi studi sulla maggiore frequenza di blocchi durante i minimi solari, e attualmente non solo siamo in un minimo solare ma l'attività solare dell'ultimo ciclo è stata a sua volta ai minimi degli ultimi 100 anni almeno...

Interessante. Intendi dire blocchi a noi sfavorevoli in termini di precipitazioni? Te lo chiedo perché talvolta l'alta pressione di blocco in sede nordatlantica favorisce risposte fredde dal polo, o retrogressioni gelide dalla Russia, il che di per sé sarebbe anche un bene per noi amanti del freddo e della neve... Solo che poi, in mancanza di un'interazione tra freddo e successiva perturbazione, da noi si rischia di rimanere a secco per mesi come di fatto è spesso accaduto negli ultimissimi anni (tra l'altro, se queste risposte fredde alle alte pressioni di blocco scendono dal polo perpendicolarmente alle Alpi, da noi non fa nemmeno poi così freddo causa foehn).

Quindi, ricapitolando, la mia domanda è: intendi dire che durante i minimi solari sussiste una maggiore frequenza di blocchi tali da inibire l'avanzamento di perturbazioni atlantiche verso l'Europa centromeridionale, specie nella stagione invernale?

Te lo chiedo perché questo potrebbe in parte spiegare tutta questa siccità invernale e mi concederebbe un minimo di speranza di rivedere stagioni invernali un po' più perturbate nei prossimi anni, ovvero non appena l'attività solare ricomincerà ad intensificare (cosa che in teoria dovrebbe accadere a breve, ovvero già a partire dall'anno prossimo dato che per i prossimi 5 anni, stando alla ciclicità, è prevista in risalita, no?)...

Come detto, la situazione sinottica attuale è tipica da minimo solare (che non vuol dire che questo evento particolare è causato dal minimo solare, solito discorso...). Quindi blocchi sull'Europa nord-occidentale sono tendenzialmente favoriti. Ci sono poi molti altri fattori, su tutti ENSO, che possono influenzare la circolazione invernale in Europa. Personalmente non credo che i periodi secchi negli ultimi inverni siano da imputare all'attività solare.
Forse influenza anche il fatto che veniamo da un decennio con inverni molto piovosi e quindi abbiamo un po' dimenticato che l'inverno trentino è fatto anche di periodi secchi molto lunghi.

Comunque mi è capitato sotto mano proprio oggi questa review degli effetti dei cambiamenti climatici sui blocking, per chi fosse interessato (dovrebbe essere open access): https://link.springer.com/article/10.1007%2Fs40641-018-0108-z
Riassunto in una frase: "confidence is still relatively low in projected blocking changes"
Dati live Ceola di Giovo (Val di Cembra, 580m slm):
http://osservatorioceola.altervista.org