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Evidenze del Global Warming

Aperto da Giacomo da Centa, Mar 26 Settembre, 2017, 09:52:03

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Giacomo da Centa

Ciao a tutti, creo questo thread per raccogliere le evidenze scientifiche e durature del GW nella nostra Regione, contributi che spesso disseminiamo qui e là nel forum e così quasi impossibili da ritrovare in un secondo momento.
Oggi interessante e drammatico pezzo su l'Adige su un lavoro del Museo Civico di Rovereto:



Le piante esotiche sono sempre più invasive sulle nostre montagne a discapito delle specie autoctone. Se a questa occupazione territoriale di natura venuta da fuori si aggiunge pure il surriscaldamento globale è chiaro che l'ecosistema locale può essere messo a rischio. Tantopiù che questi arbusti venuti dall'estero hanno pure spostato decisamente in avanti le stagioni arrivando a fiorire a fine settembre. Un esempio? I fiori colorati che si vedono in questi giorni sulle roste del fiume Adige, basta chiedere ai ciclisti che li addocchiano di continuo, non dovrebbero esserci. È questa, in estrema sintesi, la conclusione di un studio portato avanti dalla Fondazione Museo Civico insieme all'Università di Padova (nello specifico da Lorenzo Marini) e basato sulla ricca banca dati floristica dell'ente di Borgo Santa Caterina che, per capirci, ha raccolto 131.394 dati sulla flora del Monte Baldo in vent'anni. Una ricerca che, per capire l'importanza, è stata addirittura pubblicata sulla prestigiosa rivista internazionale «Nature Climate Change».
«Il riscaldamento del clima e l'intervento umano sono fattori determinanti per la diffusione delle piante alloctone (di provenienza non locale) a quote sempre più elevate. - spiega il direttore del Museo Civico Alessio Bertolli - È il risultato di un importante studio sul comportamento delle piante in ambiente alpino in rapporto al cambiamento climatico, basato sull'ingente mole di dati floristici del nostro ente. Si evidenzia come le piante non autoctone in vari modi introdotte sul nostro territorio stiano rispondendo ai cambiamenti climatici a una velocità fino a quattro volte maggiore rispetto alle nostre specie, con il risultato di una specie di invasione delle nostre montagne da parte delle piante esotiche».
Il pericolo è che se il trend restasse questo minaccerebbe la sopravvivenza della flora nativa in ambienti alpini dagli habitat già di loro fragili. E i fattori determinanti sono il termometro che continua a salire ma pure l'intervento dell'uomo.
Secondo il Museo Civico «le specie si sono spostate verso l'alto assai più rapidamente rispetto a quanto ci si sarebbe aspettati dal solo riscaldamento climatico. Ciò suggerisce che la flora viene favorita nei suoi spostamenti a quote più elevate anche dal sempre maggiore disturbo creato dall'uomo sul territorio. Solo le zone impervie in altura si sottraggono, per ora, a questo fenomeno globale».
Insomma l'uomo, come al solito, ci mette del suo e «spaventa», per dirla alla trentina, «i nostri fiori».
«Tendenzialmente - ricorda Bertolli - con il caldo si spostano in su anche le nostre piante. Ma le specie esotiche sono molto più veloci».
Ma come sono arrivate in Vallagarina? «Per motivi estetici, inserite dagli appassionati, ma anche con i trasporti». In pratica come è successo per la zanzare tigre?
«In un certo senso è così. Fiori, erbacce, alberi e cespugli si sono stabiliti qui arrivando dall'estero e si stanno insediando in maniera massiccia. E, chiaramente, fanno danni. Penso, per esempio, all'albero delle Farfalle lungo i greti dei torrenti, che è dominante, ma anche al Poligono del Giappone. Purtroppo non si riesce a contenerli».
Fino a che quota si può salire? «Fin quando si trova terreno. Nelle Prealpi, per intenderci, le piante autoctone spariscono perché non hanno spazio. Da noi, al momento, sono passate dal fondovalle (anche dai 60 metri del Garda) fino ai 1.200-1.500 metri del Baldo».
Sono cambiate anche le stagioni? «Certo, la stagione di fioritura si è spostata in avanti. Le piante in fiore lungo l'Adige sono esotiche e hanno preso il posto di quelle che c'erano da sempre».
Ma quanti sono gli «invasori» stranieri? «Ormai si contano 200 specie esotiche. Ed è un problema ecologico perché scacciano le autoctone rovinando l'ecosistema».
Ma a che velocità si muovono? «Le piante esotiche salgono di 27,4 metri all'anno contro i 7,2 di quelle di casa nostra».
Come si spiega? «È la maggiore capacità di diffusione intrinseca che caratterizza le alloctone grazie al numero di semi, al ciclo di vita breve e altri fattori che sono spiegati nella ricerca. E poi le alloctone, essendo in maggioranza termofile (adattate ai climi caldi o temperati), sono in grado di rispondere più prontamente ai cambiamenti climatici. E sono particolarmente favorite dalle strade che costituiscono un'importante via d'ingresso verso siti adatti. E loro si trovano in media più vicine alle strade rispetto alle specie autoctone».
I botanici, dunque, lanciano l'allarme. «Sul Monte Baldo le specie legate ad ambienti nivali, non avendo altri luoghi dove risalire, sono quelle maggiormente esposte all'estinzione a causa della concorrenza recata dalla risalita di specie di zone più basse».



yakopuz

Il futuro e' nel presente ... devi solo sapere dove e'

MrPippoTN

Mamma che paranoia. E un plauso al nuovo direttore del Museo Civico!

ross

Interessante, e bello vedere il Museo Civico in una pubblicazione cosi'!

L'articolo per chi vuole e' questo http://www.nature.com/nclimate/journal/v7/n8/full/nclimate3337.html pubblicato come letter su Nat Climate Change (pero non tutti lo possono scaricare...)
BAROMETER, n.
An ingenious instrument which indicates what kind of weather we are having. - A. Bierce, The Devil's Dictionary

yakopuz

Vi segnalo questo recente ariticolo sulla riduzione dell innevamento in regione:

Variability in snow depth time series in the Adige catchment

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2214581817302239

Abstract
Study region

The Upper and Middle Adige catchment, Trentino-South Tyrol, Italy.

Study focus

We provide evidence of changes in mean seasonal snow depth and snow cover duration in the region occurred in the period from 1980 to 2009.

New hydrological insights for the region

Stations located above and below 1650?m?a.s.l. show different dynamics, with the latter experiencing in the last decades a larger reduction of average snow depth and snow cover duration, than the former. Wavelet analyses show that snow dynamics change with elevation and correlate differently with climatic indices at multiple temporal scales. We also observe that starting from the late 1980s snow cover duration and mean seasonal snow depth are below the average in the study area. We also identify an elevation dependent correlation with the temperature. Moreover, correlation with the Mediterranean Oscillation Index and with the North Atlantic Oscillation Index is identified.
Il futuro e' nel presente ... devi solo sapere dove e'

elnino

Dati live Ceola di Giovo (Val di Cembra, 580m slm):
http://osservatorioceola.altervista.org

ross

Citazione di: elnino il Mer 11 Ottobre, 2017, 11:47:09
Un po' di autorefenzialità  ;):
http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/2015JD024582/full

:) ;) li si vede bene il disastro delle botte calde che aumentano e di quelle fredde che scompaiono
BAROMETER, n.
An ingenious instrument which indicates what kind of weather we are having. - A. Bierce, The Devil's Dictionary

Giacomo da Centa

Tornando al discorso della cena di ieri (per chi c'era) e a quanto spiegava qui Ross tempo fa, rivango il discorso dell'amplificazione artica e del cambio di circolazione, visti gli ormai frequenti impasse meteo che viviamo. Breve video (è in inglese ma è comprensibile anche solo dalle immagini) che illustra come l'amplificazione artica tenda a ridurre i flussi zonali, incrementando le incursioni meridiane e le configurazioni persistenti, sintomo di ondulazioni del getto più pronunciate ma generalmente più a nord e più lente:

https://www.youtube.com/watch?v=c5ZSjVTtI88

D'altro canto guardate come siamo messi oggi. Due carte, la prima è l'estensione odierna della banchisa rispetto alla media 1981-2010:



Evidente una certa correlazione delle anomalie positive con le aree non più coperte dal ghiaccio...



Thomyorke

Molto interessante e molto inquietante. Il tutto è compatibile con la maggior frequenza di cutoff, frontolisi e periodi di staticità alternati ad eventi di breve durata e piuttosto localizzati ( le care e vecchie saccature ampie, capaci di coinvolgere democraticamente molte zone dell'Italia, sono ormai rarissime ).
www.meteomollaro.it 

Il 28 dicembre 2020 verrà festeggiato come il 25 Aprile della meteorologia trentina. Amen.

yakopuz

Il nostro dramma è che con flussi meridiani siamo protetti dalle ondate da nord, l unica maniera per vedere neve di questi tempi .... Invece ritengo ancora possibile una situazione alluvionale da sud con blocco a est ...
Il futuro e' nel presente ... devi solo sapere dove e'

yakopuz

Presentazione del nuovo
Rapporto sul clima – Alto Adige 2018
Martedì 17 aprile 2018 – ore 10
Eurac Research – Workspace
Viale Druso 1, Bolzano
Vedi il video di annuncio:
https://youtu.be/ARkmw8RYcuk
Il futuro e' nel presente ... devi solo sapere dove e'

ross

Non so se avete visto in giro, ma due nuovi articoli (uno e' una letter) sono apparsi sull'ultimo numero di Nature circa lo stato della corrente del Golfo e dell'Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC). Come ipotizzato in vari altri studi, alcuni dei quali recentemente concentrati sull'anomalia fredda apparsa nel Nord Atlantico, i due nuovi lavori confermano un significativo rallentamento dell'AMOC, addirittura che potrebbe essere ai suoi valori minimi degli ultimi 1000 anni! E confermano che il cold blob e' in effetti un indicatore della forza della corrente atlantica.

I due articoli sono qui https://www.nature.com/articles/s41586-018-0007-4 e qui https://www.nature.com/articles/s41586-018-0006-5 e su Realclimate c'e' un bel riassunto da uno degli autori, Stefan Rahmstorf, sullo stato attuale delle conoscenze sulla corrente Atlantica e gli impatti sulla circolazione atmosferica http://www.realclimate.org/index.php/archives/2018/04/stronger-evidence-for-a-weaker-atlantic-overturning-circulation/

Ho gia' visto un paio di articoli in giro gridare gia' alla prossima era glaciale in Europa. Occhio alle solite cazzate. A parte che nessuno degli studi per ora affronta il tema dell'impatto sulla circolazione atmosferica, altri lavori hanno evidenziato come gli effetti in Europa di un rallentamento dell'AMOC siano tutt'altro che lineari. Uno dei due atricoli di nature rimarca che c'e' un debole link tra le temperature dell'atlantico settentrionale e NAO, che generalmente paiono essere anti correlate. Quindi ad un raffreddamento dell'oceano corrisponde una NAO tendenzialmente piu' positiva. Un altra correlazione sembra esserci tra ondate di caldo estive e modifiche delle temperature Atlantiche.

Quindi attenzione ai facili paralleli con the day after tomorrow  ;) :P
BAROMETER, n.
An ingenious instrument which indicates what kind of weather we are having. - A. Bierce, The Devil's Dictionary

yakopuz

#12
E´uscito il nuovo rapporto sul cambiamento climatico in Alto Adige!

Stasera penso un po di interviste sull argomento in TV.

Qui un breve video:
https://www.youtube.com/watch?time_continue=2&v=xPG4HuHHuTQ

Se volete scaricarlo cliccate qui:

http://www.eurac.edu/it/research/mountains/remsen/projects/Documents/Klimareport/RapportoClima%202018%20IT.pdf

Se siete interssati a una copia stampata mandatemi il vostro indirizzo di posta in pm che ve lo faccio spedire.
Il futuro e' nel presente ... devi solo sapere dove e'

Giacomo da Centa

#13
Citazione di: yakopuz il Mar 17 Aprile, 2018, 12:05:28
E´uscito il nuovo rapporto sul cambiamento climatico in Alto Adige!

Stasera penso un po di interviste sull argomento in TV.

Qui un breve video:
https://www.youtube.com/watch?time_continue=2&v=xPG4HuHHuTQ

Se volete scaricarlo cliccate qui:

http://www.eurac.edu/it/research/mountains/remsen/projects/Documents/Klimareport/RapportoClima%202018%20IT.pdf

Se siete interssati a una copia stampata mandatemi il vostro indirizzo di posta in pm che ve lo faccio spedire.

Ho appena dato una scorsa in pausa pranzo, che dire, lavoro straordinario dal punto di vista dei dati (alcuni molto "innovativi", come la superficie territoriale coperta da neve, il numero di fulminazioni sul territorio, etc) e della chiarezza espositiva. Un lavoro molto "tedesco" e moderno, con concetti secchi senza troppi fronzoli.
Non c'è che dire, l'Alto Adige è avanti 20 anni rispetto al Trentino anche in robe di semplice divulgazione come questa!

Ti giro il mio indirizzo via MP Giacomo! Ciao!

yakopuz

E´stato un lavoro di sintesi non facile, cercando di essere precisi dal punto di vista scientifico ma non tecnici nel linguaggio.
E´stato molto interessante perche ha coivolto esperti di molte discipline diverse e anche vari stakeholders, sia funzionari pubblici che privati.
Sono contento che piaccia. Io ho curato il capitolo sull´acqua.
Il futuro e' nel presente ... devi solo sapere dove e'